Sportello Psicopedagogico e Progetto Orientamento
C'è la possibilità di ricevere assistenza da personale qualificato dell'Azienda sociale Centro Lario e Valli.
L'istituto attiva da diversi anni il Progetto Orientamento, che è stato presentato per la prima volta nell’anno 2007. Inizialmente sono state coinvolte solo le classi terze dell’istituto. In seguito si è deciso, di comune accordo con le insegnanti referenti del progetto, di estenderlo anche alle altre classi. Questo per mettere in evidenza che il percorso di orientamento è, appunto, un percorso, che può durare anche per parecchi anni, proprio perché ciò che ci circonda si evolve ed evolviamo, soprattutto, noi. L’orientamento potrebbe anche essere visto in un’ottica più ampia, non solo come lotta alla dispersione, ma azione sistemica volta a garantire a tutti la piena realizzazione delle proprie potenzialità in una logica di successo formativo, tanto che si può dire che ruoti attorno a due linee di analisi:
1) Analisi e conoscenza di sé;
2) Analisi e conoscenza di ciò che il territorio di appartenenza offre sia in termini di servizi (uffici di collocamento, agenzie interinali) che di opportunità lavorative.
La responsabile ed ideatrice del progetto è la dott.ssa Sabina Barichello, che lavora da qualche anno presso l’Azienda Sociale Centro Lario e Valli di Porlezza. Di fatto gli interventi sulle prime e le seconde vengono effettuati dalle professoresse di sezione sotto la supervisione della dott.ssa che ha procurato loro una raccolta, sotto forma di dispensa, di tutto il materiale da utilizzare. Nelle classi terze, invece, interviene la psicologa con dei questionari e dei test ad integrazione della attività delle professoresse. L’intento del progetto è quello di fare rientrare trasversalmente l’orientamento come materia curriculare assieme alle altre materie scolastiche. In particolare l’attività svolta assieme ai ragazzi “l’agente segreto” ha l’obiettivo di mettere in evidenza la capacità di ascolto attivo dei ragazzi. Emerge, dall’esercitazione, che i ragazzi sono poco abituati ad ascoltare e quindi a perdere molte informazioni che potrebbero essere loro d’aiuto, non solo nella scuola, ma anche in un futuro lavoro. La consapevolezza aiuta l’individuo a porre più attenzione a ciò che fa e lo circonda. Attitudine importante per instaurare delle relazioni positive con gli altri.
L'istituto attiva da diversi anni il Progetto Orientamento, che è stato presentato per la prima volta nell’anno 2007. Inizialmente sono state coinvolte solo le classi terze dell’istituto. In seguito si è deciso, di comune accordo con le insegnanti referenti del progetto, di estenderlo anche alle altre classi. Questo per mettere in evidenza che il percorso di orientamento è, appunto, un percorso, che può durare anche per parecchi anni, proprio perché ciò che ci circonda si evolve ed evolviamo, soprattutto, noi. L’orientamento potrebbe anche essere visto in un’ottica più ampia, non solo come lotta alla dispersione, ma azione sistemica volta a garantire a tutti la piena realizzazione delle proprie potenzialità in una logica di successo formativo, tanto che si può dire che ruoti attorno a due linee di analisi:
1) Analisi e conoscenza di sé;
2) Analisi e conoscenza di ciò che il territorio di appartenenza offre sia in termini di servizi (uffici di collocamento, agenzie interinali) che di opportunità lavorative.
La responsabile ed ideatrice del progetto è la dott.ssa Sabina Barichello, che lavora da qualche anno presso l’Azienda Sociale Centro Lario e Valli di Porlezza. Di fatto gli interventi sulle prime e le seconde vengono effettuati dalle professoresse di sezione sotto la supervisione della dott.ssa che ha procurato loro una raccolta, sotto forma di dispensa, di tutto il materiale da utilizzare. Nelle classi terze, invece, interviene la psicologa con dei questionari e dei test ad integrazione della attività delle professoresse. L’intento del progetto è quello di fare rientrare trasversalmente l’orientamento come materia curriculare assieme alle altre materie scolastiche. In particolare l’attività svolta assieme ai ragazzi “l’agente segreto” ha l’obiettivo di mettere in evidenza la capacità di ascolto attivo dei ragazzi. Emerge, dall’esercitazione, che i ragazzi sono poco abituati ad ascoltare e quindi a perdere molte informazioni che potrebbero essere loro d’aiuto, non solo nella scuola, ma anche in un futuro lavoro. La consapevolezza aiuta l’individuo a porre più attenzione a ciò che fa e lo circonda. Attitudine importante per instaurare delle relazioni positive con gli altri.
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